• traduttore

LA STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA E LE GENEALOGIE EUROPEE DI FRANCIA: VALOIS E BORBONE

Borbone

La storia dell’integrazione europea è legata alle dinastie francesi dei Valois e dei Borbone, a partire dagli inizi del XIV secolo quando divennero regali in Francia nella antica Diocesi di Gallia dell’Impero romano, che includeva anche Fiandre e Borgogna non molto distanti dal Limes settentrionale posto sul fiume Reno. Raggiunta l’indipendenza dalle tradizionali auctoritas cristiane, quello che era stato l’antico Regno dei Franchi (riaffermato dal Trattato di Verdun dell’843) divenne protagonista dell’Europa Unita in tutta l’epoca tardo-medievale e moderna, soprattutto grazie ai legami di sangue che legavano le principali genealogie europee.

Estinti i Capetingi (vedi articolo), il fratello di Filippo IV investito dal Papa dei regni di Valencia e d’Aragona e della Contea di Barcellona, nonché imperatore latino di Costantinopoli (sposando una parente della casata dei Courtenay), pose sul trono di Francia il figlio Filippo VI, che iniziò la nuova dinastia regnante dei Valois (1328). Questa scelta configgeva, però, con gli interessi e i diritti dei Plantageneti regnanti in Inghilterra (vedi articolo), in quanto Edoardo III era nipote diretto di Filippo, ragion per cui le due famiglie si contesero il trono con la “Guerra dei 100 anni”.

Il conflitto prese una butta piega per i francesi che subirono continue e umilianti sconfitte, come a Crecy (1346) dove il re venne catturato e suo genero Giovanni I Re di Boemia fu ucciso a duello dal rampollo della dinastia regnante inglese, Edoardo “detto il principe nero” primo Principe del Galles e Duca di Cornovaglia, che in onore al suo rivale che lo aveva affrontato ormai cieco si appropriò del suo sigillo araldico: tre piume bianche che ancora oggi sono il simbolo del Galles. Nel successivo grande scontro a Poitiers (1356), fu suo figlio Giovanni II “detto il buono” a essere sconfitto e catturato, dovendo cedere molti feudi agli inglesi e agli alleati Borgognoni, ossia a suo figlio Filippo II “detto l’ardito” Duca di Borgogna e capostipite della casata!

La situazione in Francia divenne complicata: nonostante l’acquisizione del Delfinato, la perdita dei feudi occidentali a favore degli inglesi riduceva il regno ad una striscia che collegava le Fiandre alla Provenza: allora, il nuovo re Carlo V (che si era offerto ostaggio degli inglesi per poter liberare il padre, ma poi fuggì…) riprese il conflitto e si alleò ad Enrico II dei Trastàmara, in lotta per il trono della Castiglia-y-Leòn, e ai parenti Borgognoni favorendo il matrimonio fra il duca e l’ultima di Casa Fiandre, che portava in dote gli antichi feudi dell’omonima contea insieme ai Ducati di Limburgo e di Brabante e alle Contee di Artois, di Nevers e di Rethel (in pratica, l’attuale Belgio!). L’ultimo atto di questo  sovrano francese fu lo “scisma d’Occidente” della Chiesa cristiana (1378), che divise l’Ecclesia Christiana in due schieramenti contrapposti sostenitori dei due partiti della Nobiltà Nera che si contendevano il soglio papale.

Poco dopo seguì il figlio Carlo VI “detto il folle” che per via della sua instabilità venne coadiuvato nella reggenza dagli zii duchi di Borgogna, di Angiò e di Berry, insieme al potente Duca di Borbone, dinastia cadetta dei Capetingi originatasi da un figlio di Luigi IX. Tale condizione portò alla sconfitta totale dei francesi nella “battaglia di Azincout” (1413) e alla cessione della corona di Francia ad Enrico V Re d’Inghilterra dei Lancaster, che per rafforzare la sua posizione politica e di diritto sposò la figlia del sovrano decaduto con cui mise al mondo un erede. Una vittoria giunta grazie all’aiuto del Duca di Borgogna, Giovanni “detto senza paura” che intanto per via matrimoniale aveva aggiunto anche l’Olanda ai possedimenti di famiglia.

Perso il regno, i Valois iniziarono una guerra civile in famiglia formando il “partito di Armagnac” contro i Borgognoni sospinti dalla forza di Santa Giovanna d’Arco, che si erse a paladina dell’orgoglio francese e spinse il “delfino“ Carlo VII a riaprire la guerra agli inglesi. Fino alla definitiva vittoria (1453) che gli restituì il trono e gli permise di togliere per sempre i feudi francesi ai regnanti d’oltremanica (che intanto erano caduti anch’essi nella faida famigliare/civile cd. “guerra delle due rose”).

Una volta rafforzato il regno, i Valois si vendicarono dei Borgognoni con Luigi XI che sconfisse il duca Carlo “detto il temerario” (morto in battaglia), pretendendo di ereditarne i feudi: ma la figlia Duchessa di Borgogna sposò subito dopo il futuro Imperatore del Sacro Romano Impero, Massimiliano I d’Asburgo (vedi articolo), portandogli in dote quella che era l’antica Lotaringia. Fu un duro colpo per le mire espansionistiche francesi, che quindi si volsero a sud col nuovo re Carlo VIII (che intanto aveva ereditato i feudi d’Angiò, di Provenza e di Bretagna, rendendo il regno di Francia ancora più solido). Partito per l’Italia, chiamato da Papa Alessandro VI dei Borja per contendere il Regno di Napoli agli Aragonesi, fu costretto a rientrare rapidamente braccato da Ludovico “detto il moro” dei Sforza-Visconti, Duca di Milano e Viceré d’Italia, fedele all’Imperatore e impegnato a sua volta nella costruzione dell’unità politica della penisola (“Pace di Lodi”, 1450).

Morto giovane e in modalità sospette Carlo, gli successe suo cognato Luigi XII Duca d’Orleans, membro di un ramo cadetto dei Valois nato dall’unione con una Visconti: costui agì in modo subdolo, ripudiando la moglie per sposare la vedova del re, ultima dei Bretagna; quindi mosse guerra al Ducato di Milano conquistandolo; scatenando però la reazione dello Stato della Chiesa, guidato da Giulio II (il Papa “guerriero”), e della Repubblica di Venezia, che coinvolse nel conflitto anche l’Impero dei Asburgo (“Guerre d’Italia”); scese a patti con l’Imperatore, accordandosi sui matrimoni reciproci e sulla creazione della Confederazione Elvetica quale “zona franca” e neutrale fra le due potenze. Nacque lì la rivalità con la dinastia imperiale austriaca che oppose il nuovo sovrano francese, Francesco I e i suoi figli, all’Imperatore Carlo V (vedi articolo), un conflitto durato quarant’anni e conclusosi con la sconfitta e l’estinzione dei Valois.

La loro epoca si concluse, infatti, all’inizio delle “guerre di religione” che sconvolsero la ResPublica Christiana per oltre un secolo a partire dalla Protesta, di cui i sovrani francesi si fecero paladini insieme ad Elisabetta I Regina d’Inghilterra dei Tudor, lasciando così agli Asburgo il titolo di “cristianissimi” che da sempre era appannaggio della dinastia regale francese. Titolo perduto insieme all’onore quando Francesco I, per uscire dall’accerchiamento posto dall’Impero e dal Regno di  Spagna, si alleò al Sultano degli Ottomani, che occupati i Balcani poteva porre l’assedio a Vienna (1529)! Fu una macchia indelebile per un sovrano illustre, coraggioso e mecenate (aveva portato il “genio” di Leonardo alla sua corte), capace di unificare definitivamente il regno (riuscì a ottenere da Carlo V la Franca Contea) e di centralizzarne le funzioni in quel che ormai poteva definirsi lo “stato moderno”, imponendo la lingua francese d’oil alla nazione e avviando la colonizzazione in America del Nord.

Con la morte prematura di suo figlio Enrico II durante una giostra di cavalieri, il trono venne gestito della moglie Caterina de’ Medici (figlia di quel gigante della Storia dell’Europa Unita che fu Lorenzo “detto il magnifico”, padre del Rinascimento), capo dei cattolici nella guerra civile contro i rivali dei Duchi di Guisa e i protestanti capitanati da Enrico “detto il grande” Duca di Borbone e Re di Navarra (cd. “guerra dei 3 Enrichi”). Il quale, essendo nipote della sorella di Francesco I, ereditò anche il trono di Francia all’assassinio del re Enrico III (1589), già Re della Polonia ma senza figli e leader del partito cattolico dell’intera Europa: ragion per cui, il nuovo sovrano francese dovette far promessa di convertirsi all’ortodossia per poter salire sul trono (pronunciando  la celebre frase: «Parigi val bene una messa!»).

Con lui iniziava la nuova (e ultima) dinastia regnante di Francia, i Borbone: originatasi da un ramo cadetto dei Capetingi e poi distinta nella famiglia La Marche, Duchi di Vendome col padre di Enrico IV, vennero elevati a Duchi di Borbone e d’Albret e poi a sovrani di Navarra, ereditandolo per via matrimoniale dopo la frazione dell’antico regno iberico con la Spagna (1513). Assassinato anche Enrico IV da esponenti del fronte protestante, sotto la minaccia dell’invasione del Duca di Parma Alessandro Farnese, Governatore dei Paesi Bassi Spagnoli, il trono passò al figlio Luigi XIII: che riportò la Francia nel fronte cattolico europeo, alleandosi agli Asburgo (sua moglie era figlia del re di Spagna e della principessa d’Austria) e ratificando la Pace di Westfalia (1648), riformando l’antico ordine universale dell’impero cristiano con la diplomazia e lo Ius Publicum Europeum, grazie ai servigi del Cardinale Richelieu.

Alla sia morte seguì il “delfino” Luigi XIV “detto il Re Sole”, che però subì la reggenza della madre e del Cardinale Mazzarino fino alla maggiore età: protagonista per oltre settant’anni della politica internazionale, trasformò la Francia in una potenza militare di primo’ordine, nonostante le continue sconfitte subite dal Duca di Marlborough e dal Principe Eugenio di Savoia, riuscendo infine a mettere suo nipote Filippo V sul trono della Spagna rimasto vacante con l’estinzione dei Asburgo, al termine della “guerra di successione” conclusa con la Pace di Utrecht (1713).

I suoi successori non furono però all’altezza di questo sovrano universale e “assoluto” che introdusse in Francia la dottrina del “diritto divino”, terminata con la Rivoluzione del 1789 che costò la testa al suo discendente Luigi XIV e alla moglie, Maria Antonietta figlia dell’Imperatore cristiano! Un atto senza precedenti che scatenò le guerre della natione, protrattesi anche in età napoleonica contrapponendo la Francia a tutti gli altri stati europei (“Coalizioni”), fino alla decisiva Battaglia di Waterloo (1815) e alla Pace di Vienna, che restaurò l’ancien regime fondato appunto sul diritto divino delle antiche genealogie europee (vedi articolo).

Dopo l’esperienza della I Repubblica Francese (1792-1804), i Borbone tornarono sul trono con Luigi XVIII, fratello dello sfortunato sovrano decapitato, fino a Luigi Filippo del ramo d’Orleans che discendeva dal fratello di Luigi XIV, infine destituito dalla nuova rivolta popolare che proclamò la II Repubblica (1848).

I Borbone continuarono a regnare nel Sud Italia (strappata ai Asburgo nel 1733), fino alla conquista di Garibaldi che poi devolse il Regno delle Due Sicilie ai Savoia (1860) per realizzare l’unità d’Italia, ed in Spagna fino ai giorni nostri (Filippo III): tre secoli che hanno assistito ad accadimenti di ogni tipo nella penisola iberica, dall’invasione napoleonica (che destituì i Borbone per alcuni anni) a quella inglese (per restaurarli), dalla guerra civile fra i “lealisti” fedeli a Isabella II e i “carlisti” sostenitori di suo zio pretendente al trono, ai numerosi colpi di mano dei militari (“pronuciamentos”) che si alternarono al regno legittimo dei Borbone, fino alla tentata rivoluzione comunista agli inizi del XX secolo, che provocò la reazione del General F.Franco, dittatore garante della neutralità della Spagna nella Seconda Guerra Mondiale e del collocamento nel blocco occidentale e nella Nato durante la “Guerra fredda” (vedi articolo), prima di restituire il trono ai legittimi sovrani nel 1978.

L’attuale casa regnante di Spagna è dunque l’ultima emanazione dell’antica dinastia feudale dei Robertingi, legata sin dalle origini ai Carolingi (vedi articolo) e principale protagonista dell’integrazione europea, nel segno della tradizione e della civiltà comuni agli Europei sin dalle loro radici (vedi Sommario Libro Parte IV).

 

Questo libro racconta le vicende dei primi Borbone di Francia.

Tutto l’argomento delle “dinastie divine” e delle discendenze è trattato in modo più approfondito nella Parte IV del Libro.
Per avere un’idea più completa degli schemi genealogici e dei rapporti fra le casate e i regni/paesi europei vi invito a visionare le Appendici: sarà più facile capire la storia dell’integrazione europei e le origini e radici dei popoli e degli Europei. Potrete aiutarvi anche consultando le Cartine storiche originali De Agostini che trovate allegate al fondo del libro.
Se sei interessato ad approfondire l’argomento e l’intera materia, consulta il Catalogo.

Dei Valois e dei Borbone si parla anche nel mio libro
STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA IN 2500 ANNI

storia dell'integrazione europea
Leggi articolo precedente / successivo

Aggiungi ai preferiti : Permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.