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LA STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA E LE GENEALOGIE EUROPEE DI FRANCIA: CAPETINGI E ANGIOINI

Capetingi

La storia dell’integrazione europea annovera la dinastia dei Capetingi (e dei Angioini) dalla fine del X secolo, quando divennero regnanti in Francia nella antica Diocesi Gallia dell’Impero romano, che includeva anche le Fiandre e la Lorena non molto distanti dal Limes settentrionale posto sul fiume Reno. Nonostante la desiderata indipendenza dei Franchi, il loro regno (istituito dal Trattato di Verdun dell’843) è sempre stato incluso nell’ordine universale dell’Impero cristiano creato dai Carolingi, soprattutto grazie ai legami di sangue che legavano le principali genealogie europee.

La dinastia dei Capetingi salì sul trono di Francia per volontà dell’Imperatore Ottone III e del suo consiglio di corte, che annoverava la madre Teofano principessa bizantina, Papa Silvestro II e il suo maestro Adalberone Arcivescovo di Reims: a Senlis, pertanto, venne incoronato Ugo “detto Capeto”, nipote di Ottone I (vedi articolo) e discendente di Roberto “detto il forte”, capostipite dei Robertingi. Grazie al quale la dinastia ebbe in dote la Marca di Angers e riuscì in seguito ad infeudarsi della Contea di Parigi contesa dai Welfen, avviando una rivalità durata secoli! Succedendo ai Carolingi sul trono di Francia, i nuovi regnanti avanzarono sin da subito pretese sui grandi feudi delle Fiandre, della Provenza e della Borgogna, nonché sul Regno d’Italia.

La riproposizione del rito dell’unzione consacrata dal vescovo, il simbolo araldico del giglio nello stemma, l’uso dei nomi Luigi, Filippo e Carlo, di origine ebraica, svelano le probabili ascendenze di questa famiglia proveniente dalla regione di Aschkenaz ed imparentata da tempo ai Merovingi. Divenuti Conti di Hesbaye a metà VIII secolo, rimasero fedeli anche alla nuova casata regnante dei Carolingi (vedi articolo), a cui si legarono per via matrimoniale concedendo diverse mogli agli imperatori: infatti, la prima moglie di Ludovico I “detto il pio” fu matriarca dei futuri sovrani d’Italia e di Germania, dei Marchesi e Conti di Provenza e della Casa di Hainaut.

Il prestigio della dinastia francese crebbe all’epoca delle invasioni dei Vichinghi, cui Robert Dux Francorum pose fine nella Battaglia di Brissarthe nell’866, dove però trovò la morte insieme al Duca di Aquitania: allora fu Ugo “detto l’abate” dei Welfen a ricevere i suoi feudi di Angers e Neustria, oltre all’Abbazia di San Martino a Tours, divenendo tutore dei figli di Robert (suoi fratellastri per parte di madre), Odo e Roberto. Il primo fu elevato Conte di Parigi alla morte del padre e Re dei Franchi nell’888, quando l’imperatore Carlo III “detto il grosso” venne destituito dai Grandi Feudatari e l’impero carolingio andò in pezzi, vedendo sorgere il Regno di Borgogna tenuto dai Welfen.

Poi Roberto I ereditò tutti i feudi del fratello e si fece incoronare Re di Francia nel 922, dopo un colpo di mano ai danni di Carlo III “detto il semplice” (colpevole di aver infeudato i Vichinghi del Ducato di Normandia) condotto insieme a suo cognato Raul dei Bosonidi (e suo successore sul trono francese) e a Gilberto Duca di Lotaringia dei Hainaut. Quell’intesa permise a suo figlio Ugo “detto il grande” di ereditare anche il Ducato di Borgogna riunificando così l’antica Neustria (in gran parte inclusa nella Contea dei Vermandois). L’importanza della casata franca divenne evidente col matrimonio fra Ugo e la sorella dell’imperatore Ottone I: infatti, il figlio maggiore Ugo fu il capostipite dei Capetingi; sua figlia primogenita sposò Federico I dei Ardenne Duca di Lorena-Bar, dal quale discesero in via femminile le casate di Asburgo, di Limburgo e di Lorena-Metz (vedi articolo); l’altra figlia sposò Riccardo I Duca di Normandia, mentre i figli minori ereditarono il Ducato di Borgogna dai Bosonidi e cedettero la Contea di Borgogna a Guglielmo I Ottone dei Anscarici.

Ormai egemoni sulla Francia settentrionale, con Roberto II strinsero il rapporto coi potenti vicini delle Fiandre (con cui organizzò la Prima Crociata del 1099), e di Anjou, futuri re d’Inghilterra (vedi articolo), mentre da suo figlio Enrico Duca di Borgogna discenderanno i futuri regnanti del Portogallo. La potenza dei Capetingi crebbe ancora nel corso del XII secolo, finché Luigi VII Re di Francia ruppe il matrimonio con Alyanor di Aquitania, provocando il lungo conflitto coi Plantageneti durata per secoli che spaccò la Francia in due e spinse la dinastia regale a stringere nuove alleanze con le casate ducali dei Champagne, dei Blois e dei Hainaut. Mentre il fratello Pietro, un crociato, fu il capostipite della dinastia dei Courtenay divenuti Imperatori latini di Costantinopoli.

La fortuna dei Capetingi cambiò con Filippo II “detto l’augusto”, che nel 1214 vinse la “Battaglia delle nazioni” a Bouvines contro i rivali inglesi alleati ai Guelfi, discendenti degli antichi nemici Welfen: pose così fine all’auctoritas imperiale sulla Francia, dichiarando il brocardo rex imperator in regno suo est che rappreentò l’inizio del processo di disintegrazione europea (vedi articolo). Dopodiché tentò la conquista dell’Inghilterra (dovette desistere a causa delle pressioni papali) e della Contea di Tolosa (mediante la Crociata agli Albigesi imposta da Papa Innocenzo III), che però non poté unire agli altri feudi strappati ai Plantageneti (Normandia, Anjou, Maine e Guascogna). Al suo funerale nella Basilica di Saint-Denis assistette per la prima volta il popolo, come era tradizione inglese da tempo.

Suo figlio Luigi IX “detto il santo” portò la Francia all’apogeo, ottenendo la fedeltà feudale dei Plantageneti in Aquitania e dei Gellone a Tolosa, garantendo così la pace interna e trasformando il regno in una potenza economica. Infatti, introdusse la moneta d’oro e inaugurò le rotte commerciali che collegavano le fiere di Champagne e Borgogna a quelle delle Fiandre e ai porti mediterranei di Marsiglia e Tolosa, tanto che lo “Scudo gigliato” divenne la valuta più ambita in tutta Europa. Anche sul piano culturale la sua opera fu importante, elevando le Universitas di Parigi e di Tolosa a culla della conoscenza scientifica europea e della Scholastica. Inoltre, fece erigere le magnifiche cattedrali gotiche di Reims, Amiens, Rouen e Chartres, simbolo della nuova corrente di pensiero che pervadeva il continente. Dopodiché, anch’egli si cimentò nelle Crociate, tentando di riconquistare Gerusalemme, ove trovò la morte.

Intanto suo fratello Carlo era divenuto Re di Sicilia, con l’aiuto della Chiesa romana e dopo aver sconfitto l’ultimo dei Hohenstaufen (1266). Quindi ampliò i suoi domini all’Albania, di cui divenne re dal 1278, prima di perdere l’isola di Sicilia a causa della “rivolta dei vespri” a favore della dinastia dei Aragona. Egli fu il capostipite dei Angioini, che regnarono fino al 1368 in Albania e al 1435 nel Sud Italia, nonché sull’Ungheria e sulla Polonia per tutto il XIV secolo quando si estinsero, sebbene da una nipote di Carlo ebbe inizio la casata dei Valois.

Giunse quindi l’epoca di Filippo IV “detto il bello”, Re di Navarra per via matrimoniale che unì alla Francia nel 1285, inaugurando la stagione di grandeur ispirata all’antico diritto romano e alla Monarchia universale che aveva caratterizzato la storia dell’Europa Unita sin dai tempi di Augusto (vedi articolo). Divenuto famoso per aver sciolto e condannato a morte i Templari, dopo aver distrutto la Chiesa dei Papi “teocrati” (vedi articolo) tenendola sotto il suo dominio nella “cattività avignonese”, avviò l’epoca dell’egemonia francese sull’intera Europa Unita e del principio assolutista interno, con la prima convocazione degli État Générales de France, ormai riunificata ai feudi meridionali di Tolosa e Provenza e alla Champagne.

Anche se coi suoi figli la dinastia si estinse (pare a causa della maledizione invocata dal Maestro dei Templari mentre ardeva sul rogo nella piazza di Notre Dame a Parigi…), i Capetingi sono senza dubbio legati alla storia della Francia, che unificarono strappando i vari feudi ai vicini rivali, facendone una potenza militare protagonista dell’integrazione europea e della politica internazionale fino ai giorni nostri.

 

Sui Capetingi consulta anche questo importante saggio.

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Dei Capetingi si parla anche nel mio libro
STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA IN 2500 ANNI

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