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LE GENEALOGIE DIVINE DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA: GLI IMPERATORI DEL REICH

storia dell'integrazione europea

A partire dal X secolo, la storia dell’integrazione europea è correlata alle genealogie europee che hanno retto il potere nei regni e feudi sorti dopo la caduta dell’Impero romano in Pars Occidens (476 d.C.). L’ordine universale incentrato sul Basileius Romaioi di Costantinopoli e sulle dinastie regali germaniche che tenevano l’Impero cristiano, che per la sua valenza “divina” divenne il Reich: Ottoni, Salici e Staufer determinarono la storia d’Europa per oltre tre secoli, allargandone i confini a Est ed a Sud e ponendolo al centro della politica internazionale del tempo. Continue reading

Il Sacro Romano Impero. Storia di un millennio europeo

Il Sacro Romano Impero è il cuore della storia dell’integrazione europea, secondo P.H. Wilson docente di storia ad Oxford: ne ha saputo restituire in modo così organico l’esperienza millenaria, decisiva ed esemplare a partire dalla celebre incoronazione di Carlo Magno, ripercorrendo le vicende di imperatori, papi, dinastie, contee, arcivescovi e principati, ma osservando anche l’evoluzione delle istituzioni, delle strutture feudali, delle identità locali, le articolazioni del potere militare, religioso e giudiziario, il complesso sistema di simboli e leggende che si costruivano attorno alla figura dell’imperatore, con dovizia di dettagli, dati, mappe e genealogie indispensabili per non perdersi in un universo tanto vasto. Un saggio che racconta la storia dell’integrazione europea attraverso quelle che nel mio libro vengono indicate come “aeternitas” e corredato delle genealogie europee che sono uno degli argomenti trattati nel blog e di cui trovate dovizia di informazioni nelle Appendici.

LE GENEALOGIE EUROPEE DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA: I CAROLINGI

genealogie europee

Nell’articolo precedente è stata illustrata la storia dell’integrazione europea in relazione alle genealogie europee, che nel corso dei secoli hanno retto il potere nei vari regni e feudi sorti alla caduta dell’Impero romano in Pars Occidens (476 d.C.). Con la formazione dei regna romano-barbarici (vedi articolo) si era determinato un ordine universale incentrato sul Basileius Romaioi di Costantinopoli e sulle dinastie regali germaniche, che si ritrovarono alla fine dell’VIII secolo a riedificare l’Imperium intorno alla prima dinastia imperiale: i Carolingi. Continue reading

LE GENEALOGIE EUROPEE NELLA STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA

storia dell'integrazione europea La storia dell’integrazione europea non avrebbe consistenza senza quelle genealogie che nel corso dei secoli si sono alternate, affiancate o combattute nella reggenza del potere politico. Infatti, sin dalla formazione dell’Impero romano e ancor più con la sua diffusione in ogni direzione nel continente (vedi articolo), i vertici della gerarchia regale, militare e religiosa sono stati occupati da membri di alcune famiglie appartenenti all’aristocrazia o alle classi superiori della società.

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Storia universale di Cantù: un classico senza tempo

Un’opera unica nel suo genere, composta a metà Ottocento da C.Cantù, storico, letterato e politico italiano, Deputato del primo Parlamento del Regno d’Italia, fondatore dell’Archivio storico lombardo e presidente onorario della SIAE, la Storia Universale che doveva raccogliere tutta la storia dell’umanità divisa in 35 volumi, fu «l’opera storica certo più letta e consultata per un cinquantennio in Italia». In seguito, venne ampliata raggiungendo i 52 volumi, secondo l’influsso conservatore-clericale tipico di quel periodo. Ma pur sempre utile a comprendere la storia dell’integrazione europea.

 

LA STORIA DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA DI CARLO V

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La storia dell’integrazione europea assistette ad un ultimo tentativo di mantenere l’Europa Unita e pacificata con Carlo V d’Asburgo: il suo piano di riforma dell’Impero (vedi articolo) nell’ideale ecumenico della tradizione classica romano-bizantina e secondo il principio regale dinastico sacrale sancito da Ottone I (vedi articolo), a immagine dell’Imperium Christianorum unitario di Carlo Magno (vedi articolo) e della visione federale, accentrata e laica di Federico II (vedi articolo), illuminò la scena politica internazionale nella prima metà del Cinquecento. Continue reading

FEDERICO II PER UN’EUROPA INTEGRATA E FEDERALE

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Nella storia dell’integrazione europea c’è un Imperatore che più di altri rappresenta il sogno dell’Europa Unita e pacificata mancato per un soffio: è Federico II di Svevia “detto stupor mundi. Nella sua intima visione, l’idea dell’Impero (vedi articolo) era coscienza della tradizione classica romana e dell’evoluzione della civiltà cristiana, legate alla sacralità della regalità ereditaria che si fondeva all’universalismo tipico dell’Imperium Christianorum fondato da Carlo Magno (vedi articolo), rinato con Ottone I (vedi articolo) e suggellato dall’incoronazione papale a Roma. Continue reading

CON OTTONE I L’INTEGRAZIONE EUROPEA RINASCE

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La storia dell’integrazione europea ha visto con Ottone I “detto il magno” la rinascita nel segno della tradizione classica e dell’evoluzione della civiltà cristiana, con effetti diretti sull’epopea degli Europei e sulla politica internazionale del tempo e nei secoli a venire.

Prima del suo avvento, l’Europa era un puzzle di regni e grandi feudatari potenti, retti da nobili famiglie o da uomini che si erano elevati per il loro valore o la fedeltà al Signore, mentre l’Impero carolingio stava tramontando insieme all’omonima dinastia. Dopo di lui, si poté tornare a pensare all’Europa Unita e considerarla una potenza economica. Salito sul trono della Germania a 24 anni, regnò per quasi quarant’anni con piglio da autocrate e contro tutti, ma riuscì a vincere tutti i nemici e le avversità e a rinnovare l’antico Impero romano cristiano (Renovatio Imperii).

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CARLO MAGNO PADRE DELL’INTEGRAZIONE EUROPEA

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La storia dell’integrazione europea passa inevitabilmente per Carlo “detto il magno”, il primo imperatore cristiano occidentale del Medioevo che cambiò il destino degli Europei e della politica internazionale del tempo e nei secoli a venire.

Fu talmente ammirato dai contemporanei che il suo nome divenne Charlemagne, simbolo o icona intramontabile, nonostante della sua vita sappiamo assai poco, perlopiù dalla Vita Karoli Magni redatta del suo scriba di corte. Era uomo saggio e magnanimo, dotato di costanza in buona e cattiva sorte, paziente nel sopportare l’ostilità dei Sassoni, fisicamente robusto e alto, era sportivo e amava nuotare, tanto che fece costruire una grande piscina nel Palatium regio di Aquisgrana per fare il bagno con gli amici. Aperto a tutti e sempre circondato da molte persone, impulsivo e caparbio, mangiava molto, era loquace ed estroverso, non nascose le sue emozioni quando morirono figli, figlie, l’amato nipote Roland e l’amico Papa Adriano I. Continue reading

IL RUOLO DI AUGUSTO NELL’INTEGRAZIONE EUROPEA

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La storia dell’integrazione europea deve molto ad Augusto, il primo imperatore della tradizione europea: a partire dalla sua epoca, che vide la nascita di Gesù in Palestina, le sorti degli Europei divennero comuni ai Romani e in seguito ai Cristiani. Anche se egli non immaginava tutto quello che sarebbe seguito a causa della sua decisione…

Infatti, nelle Res Gestae ci racconta che a 19 anni irruppe nella scena politica per sua volontà e merito, segnando per sempre la storia dell’Europa unita. Sotto la sua guida Roma raggiunse livelli di potenza economica mai visti prima, tanto che il Senatus gli riconobbe il titolo di Augustus e fece appendere nella Curia uno scudo con le virtutes che gli si riconoscevano: coraggio (virtus), clemenza (clementia), giustizia (iustitia) e l’adempimento dei doveri verso uomini e Dèi (pietas). Egli rimase al potere per oltre cinquant’anni come leader del nuovo ordinamento cui diede il nome di Principatus, ove interpretò il ruolo del Consules ben 13 volte e quello del Pontifex per tutta la vita: celebre è la sua statua con il velo sul capo, come quella di Prima Porta che lo ritrae invece nelle vesti di Imperator. Statue erette in tutto l’Impero romano anche a sua insaputa, cosa che combatté sempre perché non voleva celebrazioni, essendo già sufficiente essere il Caesar filius divus. In effetti, trascorse tutta la vita nella sua angusta e austera abitazione sul Palatino (vedi libro di Carandini), affianco al Tempio di Apollo fatto erigere dopo aver ricevuto la summa potestas. Continue reading