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Direttiva UE sul Salario Minimo continentale

E’ certamente un battaglia di valori e di diritto europei, che riguarda appieno la storia dell’integrazione europea, quella in corso al Parlamento Europeo per redigere e approvare la Direttiva UE sul “salario minimo”. Una norma che renderà più omogeneo il mercato interno del lavoro, sebbene le differenze fra salari e potere d’acquisto dei diversi paesi membri ci sono e sono anche notevoli. Seguiremo gli eventi per vedere come andrà a finire…

Ultimo importantissimo Consiglio Europeo dell’anno

Si terrà il 16 dicembre l’ultimo importantissimo Consiglio Europeo del 2021, con un’agenda ricca e mirata su molti aspetti che riguardano la vita di tutti gli Europei.

Gli argomenti all’ordine del giorno sono la crisi sanitaria da Covid19, la gestione “resiliente” della crisi economica e sociale generale, l’andamento dei prezzi dell’energia, la sicurezza esterna dell’UE e la gestione dei flussi migratori, la complicata “questione russa” in relazione a Ucraina e Bielorussia. Un passaggio decisivo nella storia dell’integrazione europea.

Purtroppo sarà una sessione a porte chiuse, persino ai giornalisti accreditati. Evidentemente il momento è grave…

Parte il “Global Gateway”, la porta europea verso il pianeta

Con un finanziamento di 300 miliardi di Euro (una cifra mai stanziata prima nella storia dell’integrazione europea!), l’UE lancia la sua strategia globale per migliorare i collegamenti nei settori digitale, energia, trasporti, salute, educazione e ricerca con i sistemi globali interconnessi.

Per contrastare il “cambiamento climatico” e affrontare meglio le sfide globali del futuro è necessario impegnare le risorse fino al 2027, quando terminerà il Programma economico elaborato dall’attuale Commissione. L’obiettivo è quello di rafforzare le interconnessioni col pianeta mediante lo sviluppo di infrastrutture e agevolazioni ambientali agli investitori privati.

NATO: l’alleanza militare “occidentale”

La storia dell’integrazione europea deve molto al ruolo che la N.A.T.O. ha giocato nel nostro continente dal 1949, anno della fondazione, come racconto nel mio primo articolo.

Oggi è una delle organizzazioni internazionali militari più importanti e potenti al mondo, cui aderiscono quasi tutti gli stati europei (membri e non dell’UE), insieme ad altri paesi extra-europei che insieme difendono i valori e la cultura del “mondo occidentale” (anche se tra essi c’è la Turchia…): chi volesse conoscerla meglio può visitare il sito istituzionale.

La svolta dell’UE sui microchips: ok agli aiuti di stato!

La Commissione UE sta valutando di introdurre una deroga alla regola sugli “aiuti di stato” per il settore dei microchips, per garantire la sicurezza e lo sviluppo del mercato interno e degli Europei.

Questa è l’ultima proposta della commissaria competente in materia di concorrenza per governare la situazione eccezionale che riguarda i semiconduttori, limitando la dipendenza dall’approvvigionamento da un numero limitato di imprese in un contesto geopolitico difficile che vede l’Europa isolata e indietro rispetto ai grandi player globali.

Certamente, la richiesta avanzata solleverà dubbi degli stati aderenti alla Cee e delle imprese del settore, soprattutto quelle extra-europee che al momento sono leader nei mercati globali per prodotti che sono e saranno sempre più importanti per il futuro economico, sociale e politico dell’umanità.

 

Due Consigli Europei sul Mercato Digitale e la Ricerca del futuro

Nella settimana entrante si terranno due importanti Consigli Europei per la competitività che affronteranno i problemi della ricerca, della “corsa allo spazio”, dello sviluppo industriale e del funzionamento dei mercati interni dell’UE.

Nell’appuntamento del 25 novembre i Capi di Stato e di Governo e i ministri competenti si confronteranno sulle misure necessarie a implementare il Mercato Digitale interno per garantire la sicurezza dei dati degli Europei. Potete seguire l’evento qui

Il giorno successivo, 26 novembre, i ministri della ricerca e delle attività spaziali si riuniranno per approvare un nuovo atto comunitario che regoli la futura governance della Ricerca Europea (ERA). L?appuntamento sarà online a questo indirizzo

 

La Difesa Comune Europea è un progetto in itinere

L’Unione Europea prova a creare il proprio esercito comune: il progetto dell’Alto Rappresentate per la Sicurezza e la Difesa verrà discusso nei prossimi giorni dal Consiglio Europeo e probabilmente diventerà realtà. Anche se i dubbi che possa realizzarsi sono molti, come racconta questo servizio.

La costruzione di una difesa comune è uno degli argomenti più importanti della storia dell’integrazione europea, per i legami con gli Stati Uniti e la NATO e per la centralità che ha nella formazione di un’entità politica indipendente sin dalla sua origine (come descrivo in questo articolo).

Il Consiglio Europeo decide sulla Difesa Comune dell’UE

Importante meeting del Consiglio Europeo per la Difesa il prossimo 16 novembre: dovrà deliberare sul progetto di difesa comune approntato dal Commissario incaricato, J.Borrell, che ha predisposto una bozza di “esercito comune” per rendere indipendente l’Unione Europea dalla NATO e altri organismi militari sovranazionali.

Su questa pagina del sito dell’UE trovate ogni informazione in merito.

Il nucleare per l’integrazione europea: una storia che si ripete

Nel corso della storia dell’integrazione europea, l’energia nucleare è tornata spesso a decidere i destini degli stati nazionali e della stessa CEE, sin dall’atto fondativo dei Trattati di Roma del 1957.

Oggi sono in corso programmi di nuovi impianti di reazione nucleare sul territorio continentale, dove sono già presenti diverse centrali a uso civile e sedi dell’UE dedicate specificamente al settore, come la sede ISPRA italiana. Un’evoluzione della politica “Green Deal” dell’attuale Commissione, che punta anche sull’idrogeno.

Il “transatlantismo” riparte dall’acciaio e dall’alluminio

A latere del recente G20 di Roma, il Commissario UE, U.Von der leyen, e il Presidente degli Stati Uniti d’America si stono accordati per una revisione dei dazi imposti reciprocamente sulle importazioni di acciaio e alluminio negli Usa e su quelle di prodotti commerciali di qualità provenienti da oltre Atlantico.

In questo modo si cerca di riavviare il dialogo con la potenza economica e militare di Washington, appannatosi dopo l’amministrazione Trump e i recenti trattati militari del AUKUS che hanno tagliato fuori l’Europa dallo scenario asiatico e globale della politica internazionale, rilanciando la tradizionale alleanza transatlantica che è alla base della nascita dell’UE (leggi articolo) e parte della storia dell’integrazione europea.